Salta al contenuto principale

Parco Servalli

Parco pubblico all'incrocio tra Via Volta e Via Mazzini

Parco Servalli
Municipium

Descrizione

Il Parco Servalli ha origini alla fine del Settecento, quando i Servalli edificarono ad Albino il loro palazzo di villeggiatura, l'attuale Palazzo Servalli. Nato come giardino privato annesso alla residenza nobiliare, oggi il parco è aperto al pubblico e rappresenta uno degli spazi verdi più significativi del centro storico di Albino. È stato recentemente abbellito con panchine e opere di land art, che ne arricchiscono il valore estetico e culturale.

La storia della famiglia Servalli affonda le radici nel Quattrocento: originari di Spino di Zogno, da cui deriva il cognome, si trasferirono ad Albino per esercitare l'arte della tintoria. Con il tempo, divennero imprenditori, si inserirono in società mercantili, si dedicarono alla finanza e investirono nella rendita agraria.

Alla fine del XV secolo costruirono il loro primo palazzo albinese, oggi noto come Cà Fatur. Nel Seicento ottennero il titolo nobiliare di conti e iniziarono ad alternare la loro presenza tra Bergamo e Albino, dove lasciarono un segno duraturo con la costruzione del palazzo e del parco che ancora oggi portano il loro nome.

Municipium

Servizi presenti nel luogo

2 tavoli e panchine

Fontanella 

Parcheggio nelle vicinanze

Municipium

Modalità d'accesso

Accesso privo di barriere architettoniche

Municipium

Indirizzo

Via Alessandro Volta, 24021 Albino BG, Italia
Municipium

Orario per il pubblico

Inverno: dalle 09.00 alle 17.00

Estate: dalle 08.00 alle 19.00

Municipium

Punti di contatto

Ufficio Patrimonio : patrimonio@albino.it

Ultimo aggiornamento: 22 giugno 2026, 10:41

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Valuta il Servizio

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito?

1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?

1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli?

2/2

Inserire massimo 200 caratteri
È necessario verificare che tu non sia un robot